Rinnovo Contratto Nazionale: La Fabi Chiede Aumenti Stipendiali e Normative Chiare
In Breve
- Qual è la richiesta della Fabi riguardo agli stipendi?
- La Fabi richiede un incremento medio di 518 euro mensili per il rinnovo del contratto nazionale.
- Quando avrà decorrenza il rinnovo del contratto?
- Il rinnovo del contratto avrà decorrenza dal 1° aprile 2026.
- Qual è l'impatto dell'intelligenza artificiale secondo la Fabi?
- L'impatto dell'intelligenza artificiale sull'occupazione dipenderà dalla gestione dei piani industriali nel 2027-2028.
Il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, ha lanciato un appello alle banche per una proposta concreta riguardo agli aumenti salariali nell’ambito del rinnovo del contratto nazionale, aperto ormai da sette mesi. La trattativa con l’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, sta procedendo a rilento, complicata dalla concentrazione delle banche su grandi operazioni che rischiano di diventare un alibi per il rinvio delle decisioni.
La Fabi richiede un incremento medio di 518 euro mensili a regime nel triennio, sostenendo la richiesta con dati sulla redditività del settore. Tra il 2022 e il 2025, gli utili delle banche sono aumentati del 72%, mentre il costo del lavoro è cresciuto solo del 7%. I ricavi medi annui per lavoratore si attestano a 430mila euro, con un costo del lavoro medio di 77mila euro, ovvero oltre 5,5 volte il costo.
Per sbloccare le trattative, Sileoni ha sottolineato l’importanza di un mandato chiaro al Comitato affari sindacali e del lavoro dell’ABI e di una proposta salariale concreta. In assenza di un accordo, la conflittualità potrebbe aumentare all’interno dei gruppi bancari, specialmente durante le integrazioni.
Il rinnovo del contratto avrà decorrenza dal 1° aprile 2026. La Fabi ha messo in guardia che il tempo perso nelle trattative non deve tradursi in una perdita di potere d’acquisto per i lavoratori. Oltre alla questione economica, la componente normativa avrà un peso decisivo: riduzione dell’orario, pressioni commerciali, sicurezza e professionalità devono essere garantite anche in caso di cambi di proprietà e riorganizzazioni.
Sileoni ha anche richiamato l’attenzione sull’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione, affermando che la gestione dei piani industriali nel 2027-2028 sarà cruciale. Ha avvertito che la tecnologia non deve essere utilizzata come una scorciatoia per ridurre i posti di lavoro; la risposta deve essere un investimento in assunzioni, formazione e nuove professionalità.
La Fabi ha ricordato gli accordi siglati in passato per i prepensionamenti volontari e il Fondo per l’occupazione, che hanno facilitato il ricambio generazionale e portato a oltre 40mila assunzioni. Questo tema sarà centrale nel Congresso nazionale previsto dal 18 al 22 gennaio a Roma. Sono stati fissati incontri con l’ABI il 9 e il 19 novembre per proseguire il confronto.