Autore: Redazione

  • Axpo e e-STORAGE avviano un innovativo progetto di battery storage in Calabria

    Axpo e e-STORAGE avviano un innovativo progetto di battery storage in Calabria

    Axpo, leader nel settore energetico, e e-STORAGE, controllata di Canadian Solar Inc., hanno siglato un accordo per sviluppare un innovativo sistema di battery storage (BESS) da 8MW/40 nel sud Italia. La costruzione del progetto, situato presso la Centrale a ciclo combinato di Rizziconi in Calabria, è prevista per la fine del 2026, con l’inizio della distribuzione di energia elettrica alla rete atteso per il 2028.

    Questo sistema avrà la funzione di immagazzinare l’eccedenza di energia prodotta da impianti fotovoltaici, consentendo la distribuzione dell’energia quando necessario e alleviando il carico sulla rete elettrica calabrese. Il progetto rappresenta l’inizio di una collaborazione più ampia tra Axpo ed e-STORAGE a livello europeo.

    Il sistema di battery storage sarà installato presso l’attuale centrale a gas a ciclo combinato di Axpo a Rizziconi, sfruttando la consolidata interconnessione alla rete per offrire flessibilità e servizi di bilanciamento. Saranno rigorosamente seguiti gli standard di sicurezza BESS e i protocolli di affidabilità operativa, garantendo un’integrazione fluida con le operazioni di rete e termiche.

    In base all’accordo, e-STORAGE fornirà una soluzione completa che combina nove blocchi di batterie SolBank 3.0, Power Conversion Systems (PCS) e il sistema di gestione energetica proprietario EQ-S in un unico sistema coordinato. Questo approccio permette di massimizzare l’efficienza e la funzionalità del sistema di stoccaggio.

    Frank Amend, Head of Batteries & Hybrid Systems di Axpo Group, ha espresso entusiasmo per l’avvio della costruzione di questo progetto, sottolineando l’importanza di questo investimento nell’ambito di una strategia più ampia per rafforzare la flessibilità della rete e promuovere la transizione energetica in Europa.

    Salvatore Pinto, Presidente di Axpo Italia, ha evidenziato come la Centrale di Rizziconi sia un esempio di innovazione in termini di efficienza e sicurezza energetica, e come questo progetto ne accresca ulteriormente la centralità nel panorama energetico italiano.

    Simone Demarchi, Amministratore Delegato di Axpo Italia, ha aggiunto che l’espansione della capacità rinnovabile in Italia passa anche attraverso una diffusione capillare di sistemi di stoccaggio, e questo rappresenta un investimento cruciale del Gruppo Axpo nel territorio.

    Jeff Roy, Presidente di e-STORAGE, ha commentato che entrare in uno dei mercati più dinamici d’Europa per lo storage attraverso un progetto integrato come questo dimostra l’adattabilità della loro tecnologia alle esigenze della rete.

    Il progetto di Rizziconi è una risposta specifica alle sfide del sud Italia, dove la produzione solare supera frequentemente la capacità di assorbimento della rete. Le batterie immagazzineranno l’energia in eccesso e la rilasceranno successivamente, gestendo così le fluttuazioni della domanda e dell’offerta energetica. La Calabria, storicamente caratterizzata da costi energetici elevati e una connettività di rete più debole rispetto al nord Italia, beneficia particolarmente di questa flessibilità locale.

    Questo è il primo progetto di e-STORAGE in Italia e rappresenta un passo significativo nella sua espansione nel mercato europeo. Le celle per batterie e i sistemi SolBank 3.0 con capacità da 5 MWh saranno sviluppati e prodotti negli stabilimenti di Canadian Solar.

  • ING lancia un assistente AI per velocizzare le domande di mutuo nei Paesi Bassi

    ING lancia un assistente AI per velocizzare le domande di mutuo nei Paesi Bassi

    ING ha recentemente avviato un progetto innovativo nei Paesi Bassi, introducendo un assistente AI per gestire le domande di mutuo. Questo strumento, partito come progetto pilota a marzo, è ora in fase di rollout su scala più ampia in tutte le operazioni della banca.

    L’assistente AI analizza le domande di mutuo, permettendo una comprensione più rapida dei casi e offrendo spiegazioni sui possibili risultati. Inoltre, suggerisce modi per far progredire le pratiche, mantenendo sempre un dipendente ING responsabile della valutazione finale.

    Tom Degen, responsabile dei mutui di ING Paesi Bassi, ha dichiarato: “Con l’assistente mutui agentico, stiamo facendo il passo successivo nel supportare le domande di mutuo per fornire decisioni più rapide e risultati più chiari per i clienti e i broker. Analizzando i casi e fornendo approfondimenti, l’assistente si occupa di parte del lavoro di valutazione, consentendo ai nostri colleghi di concentrarsi su questioni più complesse e sul contatto personale con i broker.”

    Il progetto pilota si espanderà gradualmente, con l’obiettivo di far assumere all’assistente AI sempre più compiti operativi. Questo approccio mira ad accelerare i tempi di elaborazione delle domande di mutuo e a garantire maggiore coerenza nel processo, creando un’esperienza più rapida e personalizzata per clienti e broker.

    Bahadir Yilmaz, chief analytics officer di ING, ha sottolineato l’importanza di fornire risposte chiare e affidabili ai clienti: “Per i clienti, ciò che conta non è la tecnologia stessa, ma ottenere risposte chiare e affidabili di cui possono fidarsi. Questo pilota dimostra come l’AI agentica possa aiutare a elaborare le domande di mutuo in modo più efficiente, mantenendo le decisioni spiegabili e all’interno delle norme di governance e dei principi orientati al cliente di ING.”

  • #RigeneraBoschi: La Ricerca di Sorgenia sulle Foreste Riceve Validazione Scientifica

    #RigeneraBoschi: La Ricerca di Sorgenia sulle Foreste Riceve Validazione Scientifica

    L’indagine nazionale sul rapporto degli italiani con le foreste, condotta dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro per Sorgenia, ha recentemente ricevuto validazione scientifica internazionale attraverso la pubblicazione su iForest Biogeosciences and Forestry, una rivista indicizzata della Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale (Sisef). Questo studio, parte del progetto #RigeneraBoschi, rappresenta una fonte primaria per ricercatori, istituzioni e decisori pubblici, fornendo un documento di riferimento per comprendere il legame emotivo e psicologico degli italiani con il loro patrimonio naturale.

    I risultati dello studio sono stati presentati a Roma il 17 ottobre 2025 e sottolineano come i boschi siano sempre più riconosciuti per il loro valore sociale, culturale e psicologico, oltre alla loro dimensione ecologica. In particolare, le foreste sono diventate un punto di riferimento fondamentale per il benessere e la salute mentale degli italiani, soprattutto nel periodo post-pandemia.

    La ricerca ha coinvolto oltre 2.200 partecipanti e ha visto la responsabilità scientifica di Giovanni Sanesi, docente del Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell’Università di Bari Aldo Moro. Il team di ricerca include esperti come Antonio Brunori, segretario generale di PEFC Italia, e altri accademici di prestigiose università italiane.

    Giovanni Sanesi ha commentato: “I nostri risultati diventano parte della letteratura forestale internazionale. Il processo di pubblicazione ha verificato il disegno dello studio e la robustezza del campione, aprendo la strada a confronti e comparazioni internazionali in un ambito di studio innovativo.”

    Lo studio evidenzia un cambiamento di paradigma: il beneficio che i cittadini traggono dal contatto con la natura non dipende più solo dalla frequenza delle visite, ma dalla qualità dell’esperienza emotiva vissuta. Si manifesta un “bisogno attivo di natura”, con le donne che mostrano livelli di benessere e connessione con l’ambiente forestale significativamente più alti rispetto alla media.

    Tuttavia, questo rinnovato amore per il verde si scontra con alcune distorsioni percettive. Il 94,6% degli italiani riconosce le foreste come alleate contro la crisi climatica, ma molti sovrastimano la reale copertura boschiva nazionale. Inoltre, la sensibilità verso le minacce ambientali rimane alta, con incendi boschivi e abbandono di rifiuti percepiti come le principali ferite al territorio, specialmente nel Sud e nelle Isole.

    Il legame corporeo con il bosco è testimoniato da pratiche come l’abbracciare gli alberi, praticata da quasi la metà degli intervistati, dimostrando un desiderio di contatto reale con la natura che va oltre la semplice fruizione turistica. Oggi, il pubblico cerca non solo svago, ma anche conoscenza su temi complessi come la biodiversità e la gestione forestale, preferendo fonti scientifiche e istituzionali.

    Il progetto #RigeneraBoschi continua sotto il coordinamento scientifico del professor Giorgio Vacchiano dell’Università degli Studi di Milano. Attualmente, lo studio è in corso in cinque boschi situati in sei regioni italiane: Parco Nord Milano (Lombardia), Bosco di Forlì-Bertinoro (Emilia-Romagna), Unione dei Comuni montana Colline Metallifere (Toscana), Parco naturale regionale Bosco Incoronata (Puglia) e Parco Nazionale del Pollino (Calabria e Basilicata).

    All’interno di questi boschi sono stati installati 36 Tree Talker, dispositivi IoT che monitorano i parametri vitali di ogni albero. Ogni dispositivo, grande come uno smartphone, misura ogni ora indicatori come accrescimento del diametro, flusso linfatico, attività fotosintetica e stabilità meccanica.

    Nei prossimi mesi riprenderanno le attività di educazione ambientale rivolte alle scuole italiane, e il progetto si espanderà con l’inserimento di due nuove regioni del Centro Sud.

  • ECO The Photovoltaic Group: Crescita Sostenibile nel Settore Fotovoltaico

    ECO The Photovoltaic Group: Crescita Sostenibile nel Settore Fotovoltaico

    ECO The Photovoltaic Group si afferma come un attore chiave nel panorama delle energie rinnovabili, concentrandosi su fotovoltaico, agrivoltaico e soluzioni integrate per la transizione energetica. Parte di OPEN SB S.p.A., la holding presentata a KEY – The Energy Transition Expo di Rimini nel marzo 2026, il gruppo ha sviluppato un know-how che copre l’intero ciclo di vita degli impianti, dalla progettazione alla realizzazione chiavi in mano attraverso il modello EPC (Engineering, Procurement & Construction).

    Dal 2024, ECO ha gestito oltre 140 impianti, raggiungendo una potenza complessiva superiore a 36 MW. Tra i progetti di punta si annovera uno dei più grandi impianti fotovoltaici galleggianti su bacino artificiale in Italia e impianti agrivoltaici con potenze superiori a 900 kWp. Inoltre, il gruppo ha elaborato oltre 150 richieste per il bando Parco Agrisolare e, nel contesto del PNRR Agrivoltaico, ha gestito circa il 5% delle domande nazionali e oltre il 40% di quelle lombarde, dimostrando una forte leadership nella gestione dei bandi.

    Negli ultimi quattro anni, ECO The Photovoltaic Group ha installato oltre 73 MW, un segno tangibile della continuità e della scalabilità delle sue operazioni. “Con OPEN, siamo pronti a guidare il cambiamento, offrendo soluzioni innovative e sostenibili che rispondano alle sfide energetiche del futuro”, ha dichiarato Valerio Natalizia, CEO di OPEN SB S.p.A. “L’unione delle nostre competenze e risorse contribuirà a creare un futuro più verde e più efficiente, con un impatto positivo su ambiente e comunità”.

    Oltre alla crescita industriale, il gruppo sta seguendo un percorso strutturato in ambito ESG e sostenibilità. Recentemente, OPEN SB S.p.A. ha ricevuto da EcoVadis il riconoscimento Bronze – Top 35%, evidenziando che la sua performance di sostenibilità supera quella di almeno il 65% delle aziende valutate a livello globale.

    “Per noi la sostenibilità è il fondamento della governance: significa rendere i processi coerenti, misurabili e trasparenti, allineandoli ai principi ESG e alla normativa vigente”, ha aggiunto Natalizia. “Significa anche mettere al centro del nostro progetto le persone, generando valore e creando occupazione qualificata, rafforzando sicurezza e benessere nei luoghi di lavoro e investendo nella crescita delle competenze e della consapevolezza ambientale”.

    Operare nel fotovoltaico significa contribuire concretamente alla transizione energetica, alla riduzione delle emissioni e alla mitigazione del cambiamento climatico. In questa direzione, ECO ha avviato un percorso di rendicontazione volontaria, ponendosi l’obiettivo di una reportistica ESG completa e integrata entro il prossimo triennio, in grado di misurare con trasparenza i progressi e gli impatti generati.

    Il percorso di crescita del gruppo si arricchisce anche grazie all’ampliamento delle competenze e della presenza territoriale. In questo contesto, si inseriscono le recenti acquisizioni di ZANI Group, specializzato in impianti tecnologici, climatizzazione e pompe di calore, e di 3E, attiva dal 2007 nel fotovoltaico nel Sud Italia, con un focus su impianti “chiavi in mano”, incentivi, revamping e repowering.

  • Il Paradosso Nucleare: Tra Sogni di Energia e Paure Locali

    Il Paradosso Nucleare: Tra Sogni di Energia e Paure Locali

    Immaginate uno scenario in cui le bollette della luce sono azzerate, migliaia di posti di lavoro altamente qualificati sono disponibili a pochi passi da casa, e le comunità locali beneficiano di scuole e parchi pubblici nuovi di zecca, finanziati da royalties significative. Sembra un sogno per ogni sindaco d’Italia. Ma c’è un piccolo dettaglio da considerare: per realizzare tutto ciò, è necessaria la costruzione di una centrale nucleare di ultima generazione a pochi chilometri dal proprio salotto. Accettereste?

    La risposta della maggior parte degli italiani è un deciso “no”. Il dibattito sul ritorno all’energia nucleare in Italia è caratterizzato da passioni politiche e considerazioni tecniche, ma si scontra con un ostacolo invisibile: la sindrome NIMBY (Not In My Back Yard, non nel mio cortile). Gli italiani sembrano aperti a discutere dell’energia nucleare per il bene del Paese, purché i reattori non sorgano nel loro comune.

    Il Rifiuto Nucleare: Un’Analisi Delle Distanze

    Recenti ricerche demoscopiche, tra cui sondaggi condotti da Ipsos, evidenziano una netta spaccatura tra la teoria e la realtà geografica. Sebbene l’idea di integrare il nucleare nel mix energetico nazionale per ridurre le emissioni di CO2 stia guadagnando un consenso timido, questo crolla drasticamente quando si considera la mappa d’Italia.

    Ben il 91% dei cittadini rifiuta categoricamente l’idea di avere un reattore a pochi chilometri da casa. Inoltre, il 39% non vorrebbe una centrale nucleare sul suolo nazionale, indipendentemente dalla distanza. Per il restante, la sicurezza è una questione di chilometri: il 29% si sentirebbe tranquillo solo se l’impianto fosse posizionato ad almeno 100 chilometri dal proprio comune, mentre il 23% accetterebbe una distanza di sicurezza di 50 chilometri. Solo un’esigua minoranza (circa il 9%) non ha problemi a convivere con un reattore nelle vicinanze.

    Superare il No: Le Condizioni per il Consenso

    Esiste un modo per convincere una comunità locale ad accettare un’infrastruttura nucleare così complessa? La sociologia ambientale e l’economia dell’energia suggeriscono di sì, ma il prezzo, sia metaforico che letterale, è elevato. Analizzando modelli esteri (come Francia e Stati Uniti) e sondaggi d’opinione, emergono quattro condizioni chiave per trasformare i “no” in “forse”.

    1. La “bolletta zero” e il tesoretto comunale: Le comunità tendono ad abbassare le difese se il beneficio economico è immediato. Sconti sui costi dell’energia elettrica e trasferimenti di denaro nelle casse comunali possono tradursi in servizi pubblici eccellenti.
    2. Lo scudo contro la crisi occupazionale: Una centrale nucleare crea posti di lavoro stabili e ben remunerati, un argomento difficile da rifiutare, soprattutto in aree colpite da disoccupazione.
    3. Trasparenza totale e diritto di veto: Il consenso aumenta se i cittadini hanno voce in capitolo nel progetto, con referendum locali e comitati di controllo per monitorare la sicurezza ambientale.
    4. L’effetto abitudine: Chi vive vicino a centrali esistenti tende a essere più favorevole alla costruzione di nuovi reattori, poiché l’assenza di incidenti riduce l’ansia del rischio.

    La Sfida del Futuro

    Nel dibattito sulla transizione ecologica e l’indipendenza energetica, la vera sfida per i sostenitori del nucleare non sarà solo trovare finanziamenti o tecnologie adeguate, ma identificare un’area in Italia dove i cittadini siano disposti a dire: “Sì, costruite pure qui”. Una sfida che richiede non solo decreti legge, ma anche la fiducia, una risorsa sempre più rara nel mercato moderno.

  • Intesa Sanpaolo lancia un’Opas su Mps: nasce la seconda banca italiana

    Intesa Sanpaolo lancia un’Opas su Mps: nasce la seconda banca italiana

    Intesa Sanpaolo ha ufficialmente lanciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria su Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS). L’operazione prevede un corrispettivo di 16 azioni ordinarie Intesa per ogni 10 azioni MPS, con un premio del 12,5% sulla chiusura del 5 giugno.

    Questa manovra strategica mira a rafforzare la leadership di Intesa Sanpaolo nel Wealth Management, Protection & Advisory e nella sostenibilità della creazione di valore per tutti gli stakeholder. Carlo Messina, CEO della banca, ha sottolineato che non ci sono rischi di integrazione, grazie alla comprovata capacità di Intesa Sanpaolo di gestire fusioni con attenzione alle persone.

    Per gestire le questioni antitrust, l’operazione include un accordo vincolante con Unipol Assicurazioni, che prevede la cessione di un’entità giuridica bancaria comprendente il brand MPS e circa 635 filiali, per un corrispettivo in contante tra i 3 e i 3,5 miliardi di euro.

    Intesa Sanpaolo manterrà Mediobanca e circa 625 filiali di MPS, nonché una componente limitata delle strutture centrali, rappresentando circa l’80% dell’utile netto 2025 di MPS e Mediobanca.

    In seguito alla decisione di promuovere l’offerta, il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo ha approvato l’acquisto di una partecipazione del 3,01% del capitale sociale di Assicurazioni Generali, attraverso un contratto derivato di copertura.

    Intesa Sanpaolo ha convocato un’Assemblea Straordinaria degli azionisti per il 10 settembre 2026, dove si discuterà la proposta di aumentare il capitale sociale. Questo aumento prevede l’emissione di un massimo di 5,7 miliardi di nuove azioni ordinarie, destinate a supportare l’Opas su MPS.

    Messina ha dichiarato che l’operazione mira a stabilizzare il sistema bancario italiano, attraverso l’acquisizione di MPS, Mediobanca e il 13,5% di Generali detenuto da Mediobanca. La cessione a Unipol di MPS, che prevede la fusione con BPER, contribuirà a mantenere una forte identità per la nuova banca, che diventerà la seconda in Italia.

    Riguardo a possibili concorrenti, Messina ha affermato che l’operazione è di mercato e chi offre di più avrà la meglio. Con l’acquisizione di MPS, Intesa Sanpaolo porterà nel proprio gruppo anche i titoli di Stato attualmente detenuti da MPS, contribuendo alla stabilità del sistema e sostenendo il debito pubblico italiano.

    Infine, Messina ha evidenziato che le Fondazioni, attualmente al 20%, potrebbero scendere al 16%, mentre gli azionisti privati di MPS potrebbero posizionarsi intorno al 6-7%. Intesa Sanpaolo intende mantenere il 13,5% di Generali, senza però entrare nella sua gestione.

  • Pil Eurozona in calo: -0,2% nel primo trimestre 2026

    Pil Eurozona in calo: -0,2% nel primo trimestre 2026

    Secondo le ultime stime di Eurostat, il Prodotto Interno Lordo (Pil) dell’area euro ha subito una revisione al ribasso, registrando una diminuzione dello 0,2% nel primo trimestre del 2026. Questo dato è in contrasto con le previsioni degli analisti, che si aspettavano una stabilità con un incremento dello 0,1%. Anche nell’Unione Europea, il Pil ha mostrato un calo, seppur più contenuto, dello 0,1%. Nel quarto trimestre del 2025, entrambi i territori avevano registrato un aumento dello 0,2%.

    In un confronto anno su anno, il Pil destagionalizzato ha mostrato un incremento dello 0,3% nell’area euro e dello 0,7% nell’Unione Europea, evidenziando un significativo rallentamento rispetto ai tassi di crescita del quarto trimestre 2025, che erano stati rispettivamente dell’1,2% e dell’1,4%.

    In controtendenza, il Pil degli Stati Uniti ha mostrato una crescita dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, dopo un incremento dello 0,1% nel quarto trimestre 2025. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il Pil americano è aumentato del 2,6%, in crescita rispetto al 2% registrato nel trimestre precedente.

    Analizzando i dati a livello nazionale, la Danimarca ha registrato l’aumento maggiore, con un incremento del 1,9% rispetto al trimestre precedente, seguita da Estonia e Malta con un 1,1%. Tuttavia, si sono registrati cali significativi in Irlanda, il cui Pil è sceso drasticamente del 12,1%, a causa delle fluttuazioni legate alle multinazionali presenti nel paese. Anche la Lituania (-0,3%), la Svezia (-0,2%) e la Francia (-0,1%) hanno mostrato segni di contrazione.

    Il contributo alla crescita del Pil nel primo trimestre 2026 è stato influenzato da diversi fattori. La spesa per consumi finali delle famiglie ha avuto un impatto positivo, contribuendo con 0,1 punti percentuali sia per l’area euro che per l’Unione Europea. Anche la spesa per consumi finali delle amministrazioni pubbliche ha avuto un effetto positivo, contribuendo con un ulteriore 0,1 punti percentuali. Tuttavia, la formazione lorda di capitale fisso ha avuto un impatto negativo, contribuendo con -0,1 punti percentuali per entrambe le aree. La variazione delle scorte ha mostrato un effetto negativo per l’area euro (-0,1 punti percentuali) e trascurabile per l’Unione Europea. Infine, le esportazioni meno importazioni hanno avuto un impatto negativo, contribuendo con -0,3 punti percentuali per l’area euro e -0,2 punti percentuali per l’Unione Europea.

  • Previsioni Istat: Pil italiano in crescita dello 0,7% nel 2026 e 2027

    Previsioni Istat: Pil italiano in crescita dello 0,7% nel 2026 e 2027

    Previsioni Istat: Pil italiano in crescita dello 0,7% nel 2026 e 2027

    Secondo le ultime previsioni dell’Istat, il Pil italiano è atteso in crescita dello 0,7% sia nel 2026 che nel 2027, dopo un incremento dello 0,5% nel 2025. Questo aumento sarà interamente sostenuto dalla domanda interna, la quale contribuirà rispettivamente con 0,9 e 0,5 punti percentuali. Tuttavia, la domanda estera netta avrà un impatto negativo nel 2026, con una contrazione di -0,2 punti percentuali, influenzata dagli effetti del conflitto in Medio Oriente e dall’aumento dei prezzi energetici. Nel 2027, la domanda estera non avrà impatti significativi.

    Consumi e investimenti: un quadro in evoluzione

    Nel 2026, i consumi delle famiglie e delle imprese sono previsti in decelerazione, con un aumento del 0,6% rispetto al +1,1% del 2025. Questo rallentamento è attribuibile a una crescita attenuata delle retribuzioni pro capite e all’aumento dell’inflazione. Tuttavia, nel 2027, la crescita dei consumi è attesa in leggera accelerazione, raggiungendo il 0,7%.

    Per quanto riguarda gli investimenti fissi lordi, si prevede un aumento del 2,2% nel 2026, sostenuto dagli interventi legati al PNRR. Nel 2027, si attende una significativa decelerazione, con un incremento previsto dello 0,5%, a causa di condizioni di finanziamento meno favorevoli e del ridimensionamento degli stimoli pubblici.

    Occupazione e inflazione: prospettive future

    L’occupazione, misurata in termini di unità di lavoro (ULA), segnerà nel 2026 un rallentamento della crescita, con un incremento del 0,7% dopo il +1,3% del 2025. Il tasso di disoccupazione è previsto in ulteriore calo, attestandosi al 5,5% rispetto al 6,1% del 2025. Nel 2027, si prevede una decelerazione delle ULA (+0,4%) e una stabilizzazione del tasso di disoccupazione.

    In merito all’andamento dei prezzi, si prevede un forte aumento dell’inflazione nel 2026, con il deflatore della spesa delle famiglie che si attesterà, in media d’anno, al 2,9%. Nel 2027, si prevede una normalizzazione delle tensioni internazionali, con l’inflazione che dovrebbe tornare al 2%.

    Conclusioni

    Le previsioni dell’Istat offrono uno spaccato interessante sull’evoluzione dell’economia italiana nei prossimi anni, evidenziando come la domanda interna rimanga il principale motore di crescita, mentre le incertezze legate alla domanda estera e all’inflazione pongono sfide significative.

  • Nuove Regole sul Trattamento Economico: Le Reazioni dei Sindacati

    Nuove Regole sul Trattamento Economico: Le Reazioni dei Sindacati

    Il recente emendamento al decreto legge sul lavoro ha introdotto una definizione chiara del trattamento economico complessivo per il salario giusto, che ora include sia le voci retributive che il welfare aziendale. Questa modifica ha sollevato un acceso dibattito tra i sindacati e il governo.

    Secondo il nuovo emendamento, il trattamento economico si compone di tutte le voci retributive fisse e continuative, comprese le mensilità aggiuntive e le indennità contrattuali, escludendo però le voci retributive discrezionali e variabili. Inoltre, i contratti collettivi nazionali di lavoro firmati da organizzazioni sindacali meno rappresentative, ma che garantiscono un trattamento economico complessivo equivalente, potranno accedere agli incentivi per le assunzioni.

    Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha espresso forti critiche riguardo a questo emendamento, affermando che esso rappresenta un’invasione delle regole del sistema contrattuale, sottraendo ai sindacati più rappresentativi il compito di definire il trattamento economico. Secondo Landini, questa norma legittima i cosiddetti “contratti pirata”, equiparando retribuzione e welfare contrattuale, e mortificando il diritto dei lavoratori di scegliere la propria rappresentanza.

    Landini ha sottolineato che nessun lavoratore dovrebbe ricevere un trattamento economico inferiore a quello stabilito dai contratti nazionali firmati da Cgil, Cisl e Uil, e ha criticato la competizione al ribasso che questi emendamenti potrebbero favorire.

    Anche Vera Buonomo, segretaria confederale della Uil, ha espresso il suo disaccordo, evidenziando che l’intervento legislativo non è necessario poiché le parti sociali stanno già affrontando queste questioni. Buonomo ha avvertito che l’emendamento potrebbe indebolire la definizione dei trattamenti economici stabilita dai contratti delle organizzazioni più rappresentative, sovrapponendo una definizione legislativa a un ambito che dovrebbe rimanere nella responsabilità delle parti sociali.

    In conclusione, i sindacati continuano a sostenere il valore della contrattazione collettiva e delle relazioni industriali come strumenti fondamentali per garantire tutele efficaci e risposte condivise ai cambiamenti del mondo del lavoro.

  • Wall Street in crisi: crollo del settore tech e rendimenti dei Treasury in aumento

    Wall Street in crisi: crollo del settore tech e rendimenti dei Treasury in aumento

    Wall Street affronta una giornata di forti ribassi, con il Dow Jones in calo dello 0,81%, attestandosi a 51.143 punti. Anche l’S&P 500 subisce un crollo dell’1,76%, scendendo fino a 7.451 punti, mentre il Nasdaq 100 registra un ribasso del 3,24%. Gli investitori mostrano segni di preoccupazione, evidenziando un netto peggioramento anche nell’S&P 100, che perde 1,9%.

    Le vendite si concentrano in particolare sui titoli del settore tecnologico, a seguito di prese di profitto dopo il forte rally delle ultime settimane. Questo clima di incertezza è ulteriormente amplificato dall’impennata dei rendimenti dei titoli del Tesoro USA, che seguono un rapporto sull’occupazione di maggio decisamente migliore delle aspettative. Tale scenario alimenta timori di una politica monetaria più restrittiva da parte della Federal Reserve.

    In un contesto di vendite diffuse, S&P Global ha confermato che non modificherà i requisiti di ammissione ai propri principali indici. Questa decisione rende improbabile un rapido ingresso di SpaceX nell’indice S&P 500, qualora la società di Elon Musk dovesse debuttare in Borsa attraverso quella che potrebbe diventare la più grande offerta pubblica iniziale della storia.

    Nonostante il clima negativo, alcuni settori mostrano segni di resistenza. I beni di consumo per l’ufficio (+2,17%), il settore sanitario (+1,70%) e le utilities (+0,84%) si posizionano in buona luce sul listino S&P 500. Tuttavia, i comparti più colpiti includono l’informatica (-4,37%), i materiali (-1,71%) e l’energia (-1,45%).

    Tra i colossi americani che compongono il Dow Jones, Coca Cola (+3,87%), Procter & Gamble (+3,81%), Johnson & Johnson (+2,76%) e Amgen (+2,71%) si segnalano per le loro performance positive. Al contrario, i maggiori ribassi si registrano su IBM, che continua la seduta con un -5,99%, seguita da Nvidia e Cisco Systems, entrambe con un ribasso del 4,53%. Anche Goldman Sachs non sfugge al trend negativo, con un calo del 3,27%.

    Nel settore tecnologico, Coca-Cola Europacific Partners (+2,90%), Amgen (+2,71%), Exelon (+2,21%) e Walmart (+2,14%) si posizionano tra i migliori. Tuttavia, le peggiori performance si registrano su ARM Holdings, con un -10,17%, seguita da Marvell Technology (-9,18%) e Qualcomm (-8,44%).