LG e Samsung: Rimozione di App con Funzionalità di ‘Residential Proxy’ dalle Smart TV
In Breve
- Cosa sono le funzionalità di 'residential proxy'?
- Funzionalità che instradano il traffico internet attraverso i dispositivi, rendendo i televisori mittenti delle richieste.
- Quali rischi comportano queste funzionalità?
- Possono essere abusate per nascondere automazioni, superare restrizioni geografiche ed eludere controlli di sicurezza.
- Quali misure stanno adottando LG e Samsung?
- Stanno rimuovendo le app problematiche e collaborando con gli sviluppatori per eliminare le funzionalità di 'residential proxy'.
LG e Samsung: Rimozione di App con Funzionalità di ‘Residential Proxy’ dalle Smart TV
LG e Samsung hanno recentemente annunciato l’intenzione di rimuovere dalle loro piattaforme di smart TV le applicazioni che presentano funzionalità di ‘residential proxy’, un meccanismo che può essere sfruttato per creare reti di botnet. Questo intervento è emerso a seguito di preoccupazioni riguardanti la sicurezza e la privacy degli utenti, con il fenomeno che è stato portato alla luce ad aprile.
Le indagini hanno rivelato che numerose applicazioni e giochi disponibili su piattaforme come webOS, Tizen, Roku e Fire TV contenevano elementi capaci di trasformare i televisori in proxy, inviando richieste di rete che apparivano originate dai singoli dispositivi. Un caso emblematico è quello dell’app IPIDEA, che avrebbe coinvolto milioni di televisori in attività di crawling per l’addestramento di modelli di intelligenza artificiale o per attacchi coordinati, aggirando blocchi basati su indirizzi IP e sfruttando l’apparente legittimità del traffico.
La funzionalità di ‘residential proxy’ instrada i dati attraverso il dispositivo, rendendo il televisore il mittente delle richieste. Sebbene questa funzione possa avere applicazioni legittime, come test e pubblicità, è anche suscettibile di abuso, consentendo di nascondere automazioni, superare restrizioni geografiche ed eludere controlli basati sulla reputazione. Secondo la società di sicurezza Spur, circa il 26,5% delle app per Tizen e oltre il 42,5% delle app per webOS potrebbero contenere tali componenti.
In risposta alla situazione, alcune piattaforme come Amazon, Roku e Google TV hanno già preso misure preventive, vietando l’uso di IPIDEA e limitando l’accesso alla rete Bright Data. LG ha dichiarato di essere al lavoro con gli sviluppatori per rimuovere la funzionalità di ‘residential proxy’ e di sospendere le app che non si conformeranno. Anche Samsung ha avviato un processo di identificazione e rimozione delle applicazioni problematiche, limitando nel contempo le nuove registrazioni.
Le analisi suggeriscono che parte dell’infezione possa derivare dall’uso di kit di sviluppo che includono questa funzionalità senza che gli sviluppatori ne siano consapevoli. Resta alta la preoccupazione per la sicurezza e la privacy degli utenti, dato che la presenza diffusa di tali funzionalità su molte app e dispositivi potrebbe continuare a esporre i televisori a vulnerabilità.
In un contesto in cui le smart TV integrano sempre più funzioni di tracciamento e pubblicità, è fondamentale che i produttori e gli sviluppatori adottino misure rigorose per garantire la sicurezza degli utenti e prevenire abusi.