Riconversione dell’ex Bekaert: nasce il primo data center a impatto zero in Italia
In Breve
- Cosa prevede il progetto H2-Era Green Valley?
- Il progetto prevede la creazione di un data center a impatto zero, insieme alla produzione di idrogeno verde e agricoltura verticale.
- Chi sta sviluppando il progetto?
- Il progetto è sviluppato da una cordata guidata dalla Ge-Group in collaborazione con Comtel.
- Quali sono i benefici attesi dal data center?
- Il data center utilizzerà energia rinnovabile e contribuirà a un ecosistema industriale sostenibile.
Il progetto di riconversione dell’ex stabilimento Bekaert di Figline Valdarno segna un passo significativo verso la sostenibilità industriale. Sotto l’iniziativa H2-Era Green Valley, l’area abbandonata dal 2018, quando chiuse con 318 esuberi, sarà trasformata in un data center a impatto zero. Questa iniziativa è stata avviata da una cordata guidata dalla Ge-Group, un’azienda fiorentina specializzata in ingegneria per le energie rinnovabili.
Il piano di riconversione non si limita alla creazione del data center, ma include anche la produzione di idrogeno verde, agricoltura verticale e allevamenti ittici. Attualmente, il processo autorizzativo è in corso e i lavori non sono ancora iniziati. Tuttavia, è stato firmato un memorandum of understanding con Comtel, per sviluppare quello che viene definito “il primo data center concepito come parte integrante di un ecosistema industriale di economia circolare a impatto zero”.
I promotori del progetto affermano che il parco fotovoltaico da 84 megawatt previsto garantirà il 100% del fabbisogno energetico del data center, con l’energia in eccesso destinata a un impianto di elettrolisi per la produzione di idrogeno verde. L’ossigeno prodotto verrà utilizzato in un allevamento ittico a ciclo chiuso per la produzione di salmone, mentre il calore di scarto del data center sarà recuperato per la climatizzazione della vertical farm. Questo approccio integrato mira a valorizzare le risorse generate da ciascuna attività.
Le dimensioni previste per il data center variano tra i 15.000 e i 25.000 metri quadrati, a seconda dell’utilizzatore, e l’accordo definitivo non è ancora stato sottoscritto. Non sono state fornite indicazioni sull’investimento necessario, ma i promotori ritengono che il progetto rappresenti un nuovo paradigma di sviluppo industriale. In questo contesto, infrastrutture digitali, produzione energetica, sicurezza alimentare e rigenerazione territoriale coesisteranno in un unico ecosistema.
Mattia Conti, direttore generale di Comtel, ha sottolineato che il mercato dei data center sta vivendo “una crescita senza precedenti” e richiede partner capaci di gestire progetti complessi end-to-end. Federico Parma, CEO di H2-Era Green Valley, ha affermato che sviluppare un data center a impatto zero all’interno di questo progetto dimostra la possibilità di “produrre da una fabbrica dismessa energia, cibo, innovazione tecnologica nei settori delle telecomunicazioni e dell’elaborazione dati e nuovi mestieri”.