Sparatoria e rissa a Napoli: sequestrato un Kalashnikov e tre arresti
In Breve
- Cosa è successo a piazza Montesanto?
- Una rissa con sparatoria ha portato all'arresto di tre persone e al sequestro di un Kalashnikov.
- Chi sono gli arrestati?
- Tre persone, tra cui una donna, sono state fermate dalla polizia.
- Quali reati sono stati contestati?
- I reati contestati includono rissa, detenzione e porto abusivo di armi.
Una violenta rissa, culminata con l’esplosione di colpi d’arma da fuoco, ha scosso piazza Montesanto a Napoli. L’episodio, avvenuto nella serata di ieri, ha portato all’arresto di tre persone, tra cui una donna, e al sequestro di un Kalashnikov AK-47 con doppio caricatore.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile, sono state avviate in seguito a numerose segnalazioni da parte dei cittadini. Secondo quanto ricostruito, la colluttazione si è verificata nei pressi della fermata della Cumana, dove alcuni testimoni hanno riferito di aver visto un uomo aggirarsi con un fucile in pugno dopo la rissa. Un altro individuo, secondo le testimonianze, avrebbe estratto una pistola dalla propria auto, sparando in aria per intimidire la folla.
Il provvedimento di fermo, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia, contesta i reati di rissa, detenzione e porto abusivo di armi, oltre agli spari in luogo pubblico, aggravati da modalità mafiose. Durante le operazioni di polizia, è emerso che alcuni partecipanti alla rissa avrebbero nascosto un’arma lunga sotto un’auto, mentre il Kalashnikov è stato rinvenuto poco distante.
Le immagini della videosorveglianza hanno catturato momenti cruciali dell’incidente, mostrando il caos che si è scatenato in piazza Montesanto. I video, rapidamente condivisi sui social media, hanno suscitato grande attenzione e preoccupazione tra i cittadini, evidenziando la crescente violenza nelle strade di Napoli.
Le autorità locali hanno espresso la loro determinazione nel combattere la criminalità e garantire la sicurezza pubblica, sottolineando l’importanza della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine per prevenire episodi simili in futuro.