Infortuni sul lavoro in Italia: nel 2025 600.000 denunce e un calo dei decessi
In Breve
- Quante denunce di infortuni sul lavoro sono state registrate nel 2025?
- Nel 2025 sono state registrate 600.000 denunce di infortuni sul lavoro.
- Qual è il numero di decessi sul lavoro nel 2025?
- I decessi sul lavoro nel 2025 sono stati 1.198.
- Quali settori hanno registrato il maggior numero di infortuni?
- Il settore Industria e servizi ha registrato l'89,7% degli infortuni.
Nel 2025, le denunce di infortuni sul lavoro in Italia hanno raggiunto un totale di 600.000, segnando un incremento dell’1,2% rispetto all’anno precedente. Questo dato è accompagnato da una notizia positiva: i decessi denunciati sono scesi a 1.198, con una riduzione del 3,3%. Di queste denunce, 519.000 riguardano lavoratori, mentre 81.000 sono attribuibili a studenti.
Analizzando i decessi, si registrano 1.189 vittime tra i lavoratori (con un calo di 37 unità, pari a -3,02%) e 9 tra gli studenti (4 in meno, -30,77%). Gli infortuni avvenuti durante l’attività lavorativa ammontano a 414.917, con un incremento dello 0,5%. La maggior parte degli incidenti si verifica nel settore dell’Industria e dei servizi, che rappresenta l’89,7% dei casi, seguito dall’Agricoltura con il 5,8% e dal conto Stato con il 4,5%.
Rispetto al 2024, l’Industria e i servizi hanno visto un incremento dello 0,6%, mentre il conto Stato è cresciuto dello 0,9%. Al contrario, l’Agricoltura ha subito una diminuzione del 2,1%. La riduzione dei decessi sul lavoro è interamente attribuibile all’Industria e ai servizi, che hanno registrato 43 vittime in meno, rappresentando l’85,2% delle denunce mortali. Le Costruzioni hanno registrato 175 denunce mortali (19 in meno), il Comparto manifatturiero 129 (8 in più) e Trasporto e magazzinaggio 126 (20 in meno).
Le lavoratrici rappresentano il 32,1% degli infortuni sul lavoro e il 6,1% dei decessi. Per quanto riguarda le fasce d’età, il 35,5% delle denunce riguarda lavoratori tra i 50 e 64 anni, il 30,7% quelli sotto i 35 e il 30,6% la fascia 35-49. La quota degli over 64 è salita al 3,2%, rispetto al 2,9% del 2024 e 2,4% del 2021. Tra le vittime, due su tre hanno più di 50 anni.
Gli infortuni in itinere, ovvero quelli tra abitazione e luogo di lavoro, sono stati 104.417, con un aumento del 2,4%, superando i 103.492 casi del 2019. I decessi in itinere sono rimasti sostanzialmente stabili, con 299 incidenti fatali, rispetto ai 298 del 2024, ma comunque inferiori ai 335 del 2019.
L’intensità degli infortuni in rapporto agli occupati, secondo i dati Istat, è scesa a 1.720,4 infortuni ogni 100.000 occupati, con una diminuzione dello 0,3% rispetto al 2024 e del 13,4% rispetto al 2019. Anche l’incidenza dei decessi è diminuita, attestandosi a 3,69 decessi ogni 100.000 occupati, in calo del 4,9% rispetto al 2024.
Le denunce per malattie professionali hanno raggiunto nel 2025 un totale di 98.312, con un aumento dell’11,3% rispetto alle 88.338 del 2024. Questo rappresenta il dato più elevato degli ultimi 26 anni e un valore quadruplicato rispetto al 2000. L’incremento è attribuito all’azione di patronati e medici certificatori, interpretato più come un’emersione del sommerso che come un peggioramento delle condizioni di lavoro. I lavoratori interessati sono stati 63.136, con una media di 1,6 denunce per lavoratore. Le patologie muscolo-scheletriche hanno raggiunto circa 70.000 casi, rappresentando tre denunce su quattro.
Fabrizio D’Ascenzo, presidente dell’Inail, ha sollecitato l’estensione delle tutele a nuove categorie di lavoratori, chiedendo di abolire il criterio selettivo del Testo unico per promuovere un principio di universalità. Ha inoltre sottolineato l’importanza di adeguare le prestazioni economiche per infortunati e superstiti, richiamando proposte come l’aggiornamento delle tabelle di indennizzo del danno biologico e l’incremento dell’indennità giornaliera per inabilità temporanea. L’Inail conferma il suo impegno nel sostenere strumenti di gestione della salute e sicurezza sul lavoro, attraverso la redazione di norme gestionali e il supporto economico alle aziende.