Rapporto Coop 2026: Famiglie italiane in crisi tra consumi ridotti e nuove abitudini
In Breve
- Quali sono le principali conclusioni del Rapporto Coop 2026?
- Il rapporto evidenzia una crisi dei consumi in Italia, con famiglie che riducono le spese e adottano pratiche di riuso.
- Come influiscono le crisi geopolitiche sui consumi?
- Le crisi geopolitiche stanno esercitando una pressione significativa sui consumi delle famiglie italiane.
- Qual è la previsione di crescita del PIL per il 2026?
- La crescita del PIL per il 2026 è stimata non oltre lo 0,8%.
L’anteprima digitale del Rapporto Coop 2026 offre un’analisi dettagliata della situazione economica italiana, evidenziando come le famiglie stiano affrontando una crescente pressione sui consumi a causa delle crisi geopolitiche. In questo contesto, emerge un fenomeno di “non consumo” sempre più diffuso, con il 65% degli intervistati che riconosce l’importanza di consumare meno e combattere gli sprechi.
Secondo l’Ufficio studi Coop, la crescita del PIL per il 2026 è prevista non oltre lo 0,8%, con una stima di 0,9% per il 2027. Indicatori cruciali come produttività, demografia e dimensione d’impresa mostrano segni di stagnazione o addirittura retrocessione. Inoltre, il rapporto rivela che gli italiani guadagnano meno rispetto a vent’anni fa e rispetto ad altri Paesi europei, con un aumento dell’indice di Gini di 2,5 punti percentuali negli ultimi cinque anni e il 67% della popolazione che ha vissuto almeno una condizione di disagio economico.
Per contrastare la perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione, si è registrato un incremento dell’intensità lavorativa, con un aumento medio di 35 ore lavorative annue tra il 2019 e il 2025. Inoltre, il 62% degli italiani ha ridotto i consumi fuori casa, mentre il 66% ha segnalato difficoltà economiche che impongono rinunce. In questo scenario, il 38% degli intervistati considera il cibo pronto dei supermercati come un’alternativa valida ai ristoranti.
Dal punto di vista dei prezzi, il direttore generale di Ancc Coop, Albino Russo, ha osservato che un aumento dei tassi di interesse era previsto e non dovrebbe avere un impatto significativo sui prezzi dei beni di largo consumo confezionato. Tuttavia, potrebbe influenzare i beni durevoli acquistati tramite credito al consumo.
Il presidente di Coop Italia, Domenico Brisigotti, ha descritto un Paese in stallo e sempre più polarizzato, con una classe media in difficoltà. Ha messo in guardia che una ripresa dell’inflazione, ad esempio a causa di pressioni sui costi energetici, potrebbe innescare una spirale negativa che ridurrebbe ulteriormente sia la quantità che la qualità degli acquisti.
Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc Coop, ha esortato il governo a rilanciare il tavolo di confronto tra grande distribuzione e esecutivo per affrontare i costi, in particolare quelli energetici. Ha proposto il riconoscimento delle imprese energivore e l’abbattimento degli oneri di sistema, auspicando anche il consolidamento di misure per la riduzione del cuneo fiscale e discussioni su strumenti fiscali che favoriscano investimenti in innovazione e sostenibilità.