Strage di Viareggio: Mauro Moretti in carcere dopo la condanna definitiva
In Breve
- Qual è la condanna per Mauro Moretti?
- Mauro Moretti è stato condannato a cinque anni di carcere per la strage di Viareggio.
- Cosa è successo il 29 giugno 2009?
- Il deragliamento di un convoglio merci carico di GPL ha provocato un'esplosione, causando 32 vittime.
- Qual è la posizione di Moretti riguardo alla sua condanna?
- Moretti si considera ingiustamente condannato e definisce la sentenza un precedente pericoloso.
La Corte di Cassazione ha confermato le condanne pronunciate nel processo d’appello ter sulla strage ferroviaria di Viareggio, rendendo definitive le responsabilità per il disastro avvenuto il 29 giugno 2009. In quell’occasione, il deragliamento di un convoglio merci carico di GPL provocò un’esplosione nel quartiere della stazione, causando la morte di 32 persone e oltre cento feriti.
Tra le condanne divenute definitive, spicca quella a cinque anni di carcere per Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e di RFI. Dopo la decisione della Suprema Corte, Moretti si è costituito e ha fatto ingresso in carcere. La Cassazione ha confermato anche altre dieci condanne, ritenendo gli imputati responsabili, a vario titolo, del reato di disastro ferroviario colposo. Per Moretti, è stata confermata anche la responsabilità per incendio colposo.
All’età di 72 anni, Moretti ha dichiarato di essere pronto ad affrontare il carcere: “Sono pronto. Vado con la schiena dritta e la testa alta”, aggiungendo di sperare che la sua permanenza in carcere “non sia troppo lunga”. L’ex manager ha sostenuto di essere stato condannato ingiustamente, definendo la pronuncia della Corte “un precedente pericoloso”. Secondo lui, la sentenza attribuisce ai vertici aziendali responsabilità che vanno oltre l’applicazione delle norme vigenti. Ha anche ricordato di aver rinunciato alla prescrizione durante il procedimento, una scelta che, a suo avviso, avrebbe meritato diversa considerazione nella determinazione della pena.
La difesa di Moretti, rappresentata dall’avvocata Ambra Giovene, ha definito la decisione della Cassazione “profondamente ingiusta”, sostenendo che il suo assistito non sarebbe responsabile della tragedia. Una volta completate le procedure per l’esecuzione della pena, la difesa potrà presentare un’istanza per chiedere la concessione degli arresti domiciliari, richiesta che dovrà essere valutata dal Tribunale di Sorveglianza.
Negli ultimi mesi, Moretti aveva svolto un incarico come special advisor del CNEL nel progetto “Recidiva Zero”, dedicato alla formazione e al reinserimento lavorativo dei detenuti. Riguardo a quest’attività, ha affermato: “Mi rendo utile. Se restassi con le mani in mano impazzirei”.